La mediazione nel diritto societario

Ancorché il diritto societario, e più in generale il diritto delle imprese, non rientri tra le materie per le quali la mediazione è prevista dal D.lgs. n. 28/2010 e s.m.i come condizione di procedibilità obbligatoria, è tuttavia evidente, come dimostra la pratica della mediazione, che tale settore costituisce, sin dalle origini, uno dei settori principali per lo svolgimento di tentativi di risoluzione alternativa delle controversie, ed in particolare per i procedimenti di mediazione.

Il "diritto delle imprese" appare infatti un ambito operativo privilegiato per la mediazione per una serie di motivazioni:

  1. la rapidità dei traffici e degli accordi commerciali, che richiedono tempi brevi e soluzioni immediatamente praticabili e di agevole realizzazione;
  2. le imprese non hanno infatti la possibilità di sobbarcarsi i costi e i tempi di giudizi lunghi ed incerti che produrrebbero delle diseconomie rilevanti in termini di bilancio e di efficienza della "governance" aziendale;
  3. la diversità dei soggetti operanti, spesso anche di Stati diversi da quello italiano, impone agli operatori giuridici ed economici la capacità di elaborare accordi, anche transnazionali, ma validi ed efficaci nei diversi Stati in cui sono chiamati ad operare;
  4. spesso, infine, i rapporti tra le aziende, sono rapporti di durata, che quindi richiedono una programmazione e una regolamentazione nel tempo, caratteristica tipica delle relazioni che più facilmente si prestano ad essere risolte attraverso l'istituto della mediazione, in quanto possono dar luogo ad accordi programmatici, ad efficacia differita, il cui sviluppo e la cui realizzazione si attuano non contestualmente ed in unica soluzione ma nel tempo, attraverso una gradazione di prestazioni e una regolamentazione degli scambi reciproci.

Per quanto attiene al diritto societario italiano e al suo rapporto con l'istituto della mediazione, è frequente il riscontro negli statuti societari dell'utilizzo delle clausole multi-step, cioè il preliminare tentativo di mediazione per le controversie aventi ad oggetto diritti disponibili, che possano sorgere tra i soci o tra i soci e gli amministratori, che abbiano ad oggetto l'interpretazione dello Statuto sociale vigente; solo in caso di mancato esito positivo di tale tentativo di mediazione, si è soliti poi prevedere in tale clausola (come secondo step e di qui infatti la definizione "multistep")il ricorso ad un arbitro o a più arbitri nominati da un terzo imparziale e, solo come extrema ratio, viene solitamente prevista la possibilità di adire le vie giurisdizionali ordinarie.

Nonostante, quindi, non si tratti di mediazioni il cui svolgimento assurge a condizione di procedibilità, ma di mediazioni la cui obbligatorietà dipende dalle cc.dd. clausole "multistep" ovvero di mediazioni addirittura volontarie, è molto importante che esse si svolgano con il massimo impegno delle parti coinvolte e con l'ausilio di un terzo dotato di particolare competenza per consentire di trovare soluzioni rapide e, soprattutto, stabili nel tempo atteso che i rapporti fra soci e tra questi e gli organi sociali sono destinati a perdurare per tutta la durata del rapporto sociale.
Il diritto societario costituisce una materia particolarmente approfondita dal Notaio che, in considerazione di questo suo back-ground, può dare - nella veste di mediatore - un contributo particolare nella soluzione delle controversie societarie.