La Mediazione

L’ADR (Alternative Dispute Resolution) è un metodo di risoluzione delle controversie alternative al giudizio; nata nei paesi di common law, ma con antica origine nel diritto comune italiano ed in via di accoglimento in quelli di civil law.

Dopo un lungo iter la Commissione Europea ha emanato la Direttiva che obbliga gli stati membri a dotarsi di normative nazionali idonee a recepire i principi in essa contenuti, che rendono il ricorso alla mediazione obbligatorio, purchè non venga impedito alle parti di esercitare il loro diritto d’accesso al sistema giudiziario.

La Direttiva Europea sottolinea l’esigenza di una formazione di qualità dei mediatori e di garanzie per l’efficacia degli accordi sottoscritti dalle parti.

Nel ruolo del “conciliatore” ,come colui che dovrà aiutare le parti a trovare un accordo, si ritrova una funzione propria dell’essenza del notaio, abituato ad agire quale soggetto terzo ed imparziale, capace di svolgere un ruolo di legalità e garanzia.

La Commissione Europea anche nel 2008 ha ribadito l’importanza che di garantire procedure gestite in modo imparziale e competente, emanando un codice di comportamento del mediatore.

Il legislatore italiano ha dato attuazione alla Direttiva con l’emanazione del d. lgs 28/2010 con cui ha individuato le materie per le quali è obbligatorio tentare la conciliazione prima di iniziare la causa, in quanto tale iniziativa rappresenta una condizione di procedibilità per poter accedere alla fase giurisdizionale.

Pertanto, la normativa dal 20 marzo 2011 obbliga le parti ad avviare il procedimento di mediazione per le controversie in materia di divisione, successione ereditaria, diritti reali, patti di famiglia, locazione, comodato, affitto d’aziende, risarcimento danni derivanti da responsabilità medica o da stampa o altro mezzo di pubblicità, contratti assicurativi, contratti bancari, contratti finanziari. Invece, dal 20 marzo 2012 la conciliazione diviene obbligatoria anche per le controversie in materia di condominio. Dal 20 settembre 2013 è stata aggiunta la responsabilità sanitaria.

Accanto alla mediazione obbligatoria, esiste anche una conciliazione facoltativa che ha per oggetto diritti di cui le parti possono disporre. E’ una facoltà delle parti interessate che possono chiudere una vertenza beneficiando delle medesime opportunità offerte da quella obbligatoria (ad esempio i benefici fiscali).

Il procedimento viene avviato con il deposito di un’istanza presso un organismo di conciliazione autorizzato dal Ministero della Giustizia. Tale atto ha anche un rilevante effetto sulla prescrizione. Dal momento della comunicazione alle altre parti, la domanda di mediazione produce sulla prescrizione i medesimi effetti della domanda giudiziale.

Il procedimento di mediazione ha una durata non superiore ai tre mesi.

E’ un tempo ragionevole da utilizzare al massimo dalle parti, i veri protagonisti della mediazione, per dirsi, attraverso il conciliatore, quelle cose che non si sono mai dette e nemmeno il difensore talvolta sa, ma rappresentano la chiave di volta per uscire dal conflitto e trovare attraverso l’ascolto una soluzione condivisa.